Dengue

Che cos’è la Dengue?

La Dengue è la patologia trasmessa da vettore (Aedes aegypti o con minor efficienza anche A. albopticus o zanzara tigre) con il maggior incremento del numero di casi nei paesi tropicali e subtropicali negli ultimi anni rappresentando una minaccia per oltre 2,5 miliardi di persone in 100 Paesi e registrando un incremento del numero di casi di circa 30 volte nel corso degli ultimi 50 anni. Il periodo di incubazione della dengue è simile sia per la dengue classica che per la dengue grave (5-7 giorni). La dengue è causata da cinque ceppi virali (il 5 scoperto da pochi anni) diversi tra loro che possono anche coesistere nelle stesse aree geografiche determinando anche infezioni sequenziali con maggior gravità. Alcune aree dei tropici hanno visto la notevole riduzione dei casi di malaria ed il corrispettivo incremento di casi di Dengue. Esistono 3 fasi della dengue, la semplice febbre di dengue che è poco più di una semplice influenza ma con maggiore coinvolgimento sistemico ed anche cutaneo, la dengue con segni di allerta che è una dengue con febbre ed iniziale compromissione di alcuni organi caratterizzata essenzialmente da una vasculite sistemica e la dengue grave che può avere delle compromissioni di organi vitali  come rene, fegato, SNC sino allo shock e avere anche delle rare compromissioni emorragiche. Le forme più gravi sono quelle successive alla prima infezione di dengue e sono causate da ceppi diversi dal primo. Nel minore di 5 anni, nella donna in gravidanza, negli anziani o in pazienti con altre comorbosità può comparire  una malattia grave sin dall’inizio. E’ opportuno sottolineare che se trattata adeguatamente la letalità della dengue non supera il 1% dei casi.
Dati del ministero della Salute indicano che in Italia nel 2013 abbiamo avuto circa 147 casi di dengue. Nel’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani nel triennio 2012-14 sono stati ricoverati 41 casi per dengue (10 nel 2014).

Chi è a Rischio?

I viaggiatori che si recano nelle regioni tropicali e subtropicali sono a rischio di Dengue. Queste aree includono i Caraibi, l’America Centrale ed il Sudamerica, le isole del Pacifico Occidentale, l’Australia, il SudEst Asiatico e l’Africa. La zanzara punge prevalentemente durante le ore diurne sia all’interno che all’esterno delle abitazioni ed è comune nelle aree urbane. La dengue è di solito assente ad altezze superiori a 1.500 metri.

Cosa si può fare per prevenirla?

Non vi sono misure di profilassi efficaci se non l’uso di repellenti cutanei, da disporre periodicamente sulla pelle scoperta negli orari di maggiore attività degli insetti (il tramonto o la notte per la malaria, il giorno per la dengue), l’uso di zanzariere ai letti o alle finestre (verificando l’integrità della maglia), o di aria condizionata, indossare abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi di colore chiaro/coloniale.
Sono allo studio vaccini che coprono almeno 4 dei 5 ceppi virali (cioè non quello scoperto di recente) ma sono ancora abbastanza lontani dal traguardo delll’introduzione nel mercato per una scarsa copertura offerta nei confronti della dengue causata da uno dei 4 ceppi inclusi nel vaccino. 
La prevenzione ed il controllo della malattia, a livello di comunità risiedono nell'attuazione di tutte quelle misure volte ad eliminare o ridurre l'infestazione da zanzare e vanno dalla pronta rimozione dei rifiuti solidi urbani, al corretto allontanamento e smaltimento delle acque di fogna, agli interventi periodici di disinfestazione, alla eliminazione, soprattutto in prossimità delle abitazioni, delle raccolte d'acqua che possono essere usate per la deposizione delle uova e lo sviluppo delle forme larvali.