Perche’ l’influenza aviaria deve essere tenuta sotto controllo: il rischio pandemia

Se il virus cambia abito...

I virus influenzali mutano continuamente  e questi mutamenti possono essere “minori” o “maggiori”.
I cambiamenti minori si verificano continuamente: sono quelli che ogni anno provocano le epidemie di influenza. Nei confonti di un virus che ha subito una mutazione minore, la popolazione ha una parziale immunita’ e, quindi, una parziale protezione nei confronti del virus.

Se, invece, il virus va incontro a mutazioni “maggiori” tutta la popolazione mondiale risulta suscettibile nei confronti del virus che, in questo caso, non trova nell’uomo, armi sufficienti per essere combattuto e si diffonde provocando malattia anche mortale.
Queste ultime mutazioni si possono verificare, ad esempio, quando un virus umano e un virus aviario “scambiano” il loro patrimonio genetico oppure quando il virus da una specie animale passa ad un’altra  (particolarmente pericoloso e’, al riguardo, il passaggio dagli uccelli al maiale); tramite questo passaggio il virus puo’ acquistare la capacita’ di trasmettersi all’uomo e provocare malattia.

Esiste, dunque,  il rischio concreto che il virus cambi “abito” riuscendo così a trasmettersi da uomo a uomo. In questa eventualità ci troveremmo di fronte a un’emergenza di proporzioni straordinarie, una pandemia appunto, con importanti ripercussioni sulla vita sociale, sanitaria ed economica.
La comparsa di un virus influenzale completamente diverso da quelli precedenti, non è di per sé sufficiente a determinare una pandemia. Occorre anche che il nuovo virus sia capace di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficace.

Infatti, perché si generi una pandemia è necessario che:

  • emerga un nuovo sottotipo virale nei confronti del quale la popolazione non abbia un adeguato patrimonio anticorpale
  • il nuovo virus sia in grado di replicarsi nell’uomo
  • il nuovo virus sia in grado di trasmettersi efficacemente da uomo a uomo ovvero di creare una catena di trasmissione in grado di causare un’epidemia

              

Cos’è una pandemia influenzale e come si verifica

Contrariamente alle normali epidemie di influenza, una pandemia coinvolgerebbe  larghi strati di popolazione. Saremmo tutti egualmente  a rischio.
La Pandemia, infatti,  è un’epidemia che si estende in breve tempo a tutta la popolazione del globo tramite la rapida diffusione di un nuovo virus influenzale di tipo “A” (esistono anche virus di tipo “B” e “C” che non rientrano nel nostro caso).
L’evento pandemia comporta un forte impatto sulla popolazione, non solo su quella che viene definita  “a rischio” di influenza o di influenza aviaria, ma potrebbe presentarsi con una aumentata incidenza anche negli individui giovani e  sani.
Le passate pandemie di influenza hanno comportato numeri elevatissimi di malati, ricoveri e decessi, con gravi implicazioni sanitarie, sociali ed economiche.

Le pandemie del passato

Nel corso del 1900 la comparsa di nuovi sottotipi di virus influenzali di tipo A ha causato 3 pandemie, che si sono diffuse in tutto il mondo entro un anno dalla scoperta.

1918-19, l’epidemia spagnola [A (H1N1)]
Così chiamata perché sembra si sia sviluppata a partire da un decesso avvenuto nella casa reale spagnola, causò il più elevato numero di decessi per influenza anche se i dati sono molto incerti e variano da 20 fino a 40-50 milioni di persone in tutto il mondo. Molti decessi avvennero nell’arco di pochi giorni dall’infezione, altri per complicanze successive. Circa la metà dei casi si riscontrò tra giovani e adulti in buona salute. I virus dell’influenza A di sottotipo H1N1, dopo un periodo di assenza di circolazione nell’uomo (dal 1958 al 1977), sono ricomparsi e continuano a diffondersi nella popolazione umana.

1957-58, influenza asiatica [A (H2N2)]
Causò settantamila morti negli Stati Uniti. Il virus, identificato per la prima volta in Cina nel febbraio del 1957, si diffuse a giugno dello stesso anno in America e nel resto del mondo.

1968-69, influenza di Hong Kong [A (H3N2)]
Responsabile di circa  34.000 decessi negli Stati Uniti, il virus venne identificato per la prima volta a Hong Kong agli inizi del 1968 e si è diffuso più tardi in America. Anche questo sottotipo è ancora in circolazione.