Quali misure possono essere messe in atto per combattere la diffusione della pandemia

Quali sono le misure preventive che le autorità possono mettere in atto in caso di pandemia

Si ribadisce che una pandemia e’ un evento probabile ma non si ha alcun elemento di certezza per indicare quando si verifichera’ ne’ da dove avra’ origine.
le informazioni seguenti sono, pertanto, indicative in relazione a quanto i Paesi del mondo stanno facendo per contenere l’influenza pandemica ovunque si possa originare e ritardarne la diffusione al fine di guadagnare tempo per mettere a punto la vera arma, vale a dire  il vaccino pandemico.

L’Italia, l’Unione Europea, altri Paesi, le Organizzazioni internazionali, in primis (OMS, FAO) hanno stabilito e/o stanno perfezionando piani di azione dettagliati per fronteggiare una eventuale pandemia.
Grazie anche ad una accurata campagna di sensibilizzazione a livello mondiale, la maggioranza dei Governi sta pianificando infatti gli eventuali interventi di emergenza ed adottando le necessarie misure preventive con iniziative che variano a seconda del grado di diffusione dell’influenza aviaria.

L’italia ha attuato un piano antipandemico che può essere reperito sul sito del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it) e, in accordo con i partners dell’Unione Europea e con le organizzazioni internazionali competenti, contribuisce al piano antipandemico globale. Si consiglia per ulteriori informazioni anche di consultare il sito dell’OMS (www.who.int/csr/).

La pandemia sara’ dichiarata dall’organizzazione mondiale della sanita’ immediatamente quando si isolera’ un virus con le caratteristiche illustrate sopra.
In assenza di tale dichiarazione la pandemia non c’e’, nonostante le frequenti notizie allarmistiche spesso prive di solido fondamento scientifico.
È bene inoltre individuare nel Paese di residenza un medico di provata fiducia cui fare riferimento per quesiti specifici.

È inoltre opportuno verificare e seguire regolarmente le istruzioni impartite dalle autorità sanitarie locali e in caso di emergenza avvisare l’Ambasciata d’Italia in loco o in alternativa altre Ambasciate di Paesi dell’UE.

 

 

Le misure igienico-sanitarie per fronteggiare una eventuale emergenza per pandemia

In caso di pandemia diventa strategico assumere una serie di misure generali che riducano o rallentino il più possibile la diffusione del virus in attesa della disponibilità del nuovo vaccino. Le misure che seguono potrebbero essere adottate cosi’ come descritte o modificate parzialmente o totalmente in relazione alle caratteristiche del virus che provochera’ la pandemia.

Cordoni sanitari di frontiera

Nelle fasi immediatamente precedenti il diffondersi di una pandemia, le  persone provenienti  da zone  dove si siano manifestati i casi iniziali  potrebbero essere sottoposte a controlli  nei luoghi d’ingresso, principalmente negli aeroporti di Roma e Milano (o in aeroporti di altri paesi di destinazione finale o di transito); in queste sedi vi sono percorsi separati per i passeggeri e gli equipaggi che provengono da zone affette; il personale sanitario, adeguatamente formato, potra’ effettuare  il controllo sanitario dei passeggeri ed, eventualmente, provvedere all’isolamento per almeno 7 giorni delle persone con sintomatologia sospetta e alla sorveglianza attiva nei confronti di coloro che sono venuti a contatto con persone con sintomatologia sospetta.

Isolamento

Si tratta di una misura di restrizione al movimento o alle attività di una persona affetta da malattia contagiosa. A livello ospedaliero potrà effettuarsi un isolamento delle persone infette in apposite aree con camere a pressione negativa e zona filtro, assistiti da personale che utilizza tutti i dispositivi di protezione individuale (mascherina, sopraveste, soprascarpe, occhiali per le congiuntive) praticamente in un contesto di asepsi. L’isolamento può interessare contemporaneamente anche vari pazienti affetti dalla stessa patologia.

La quarantena

Si opera nei confronti di malati o persone sane che hanno avuto contatto con le persone affette dalla malattia contagiosa. Questo tipo di restrizione può essere effettuata a domicilio con una sola persona che, assistendo il paziente, prende le opportune precauzioni di protezione individuale.

La sorveglianza

Si effettua anche un’attività di sorveglianza clinica a domicilio nei confronti di persone sane che sono state esposte al contagio.

 
Misure generali di protezione collettiva

I diversi piani nazionali potrebbero altresì prevedere in caso di emergenza linee guida di comportamento per il controllo della diffusione del virus pandemico nella comunità intese a ridurre o persino proibire affollamenti negli ambienti chiusi per ridurre la carica virale, evitando di frequentare fiere, teatri, cinema, sale concerti, mezzi di trasporto pubblici, scuole, ecc.

Potrà altresì essere previsto, anche negli ambulatori medici, l’obbligo di indossare le mascherine (sia per i pazienti che per il personale sanitario).

Limitazioni ai viaggi

Può essere prevista dai piani pandemici la restrizione di viaggi, del trasporto (di persone e cose) e dei commerci, in accordo con i dicasteri intereressati (Ministeri della Salute, del Commercio, del Turismo etc.). Le compagnie di trasporto avranno anche istruzioni sulle misure da adottare in situazioni di emergenza pandemica.

Come combattere l’influenza pandemica

Le due armi a disposizione sono: il vaccino ed i farmaci antivirali.

Il vaccino
La diffusione di una pandemia puo’ essere arrestata solo mettendo a punto un vaccino che idealmente dovrebbe essere somministrato, inizialmente alle persone che devono far fronte all’emergenza e mantenere efficienti i servizi essenziali del Paese e , successivamente, a tutta la popolazione.
fino a quando la pandemia non sara’iniziata, non è possibile allestire dei vaccini specifici: questo perche’ non si sa quale sara’ il virus responsabile della pandemia. Va quindi tenuto presente che, almeno all’inizio dell’esplosione di una pandemia, la popolazione sarebbe esposta al contagio e la prevenzione dovrebbe quindi basarsi su altre misure (isolamento, farmaci, ecc).
È probabile che non si riesca a mettere a punto un vaccino durante le prime fasi della pandemia. Nel passato, quando le comunicazioni e le opportunità di viaggio erano molto minori, i ceppi pandemici si sono diffusi in tutto il mondo in circa sei mesi. Tale rapidità non consentirebbe di allestire e distribuire capillarmente un vaccino “ad hoc”. Una volta identificato il virus ci vogliono infatti diversi mesi perché il vaccino sia disponibile.
Tuttavia, grazie alle nuove conoscenze scientifiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta lavorando per produrre un virus prototipo che costituirà la base per l’allestimento di un vaccino specifico.


I farmaci antivirali
Per arginare il fenomeno e in attesa del vaccino è possibile ricorrere all’utilizzo dei farmaci antivirali.
Gli antivirali bloccano la replicazione del virus nell’organismo, riducendo da un lato la quantità di virus che può diffondersi e dall’altro la gravità e la durata dei sintomi.
Per ottenere maggiori informazioni sugli antivirali, sulle modalità d’uso e sulla loro efficacia è necessario rivolgersi al medico di fiducia o alle locali autorità sanitarie.
Va tenuto presente che il Ministero della Salute italiano si è adoperato per acquistare le scorte di farmaci necessarie a coprire il fabbisogno italiano, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sottolineato come questi farmaci siano da mettere disposizione della popolazione in caso di pandemia.
In caso di emergenza i farmaci saranno disponibili mediante una catena distributiva stabilita dalle nostre Autorità Sanitarie.

Raccomandazioni
La disponibilità di farmaci specifici contro il virus dell’influenza costituisce un elemento importante nella preparazione della risposta ad un’eventuale pandemia influenzale, purché si tengano presenti le avvertenze e le indicazioni che seguono.

  • Durante un’eventuale pandemia influenzale, i farmaci antivirali servono per il trattamento delle persone che hanno contratto l’influenza da virus pandemico perché possono mitigare la gravità, ridurre il rischio di complicanze e di morte.
  • Durante una pandemia influenzale, i farmaci antivirali possono essere anche impiegati per persone che hanno avuto un contatto stretto con un caso di influenza da cui potrebbero essere state contagiate. In particolare, quest’uso può rivelarsi utile, nelle prime fasi della pandemia, quando la persona esposta al contagio svolge compiti di pubblica utilità, come il personale sanitario e di assistenza.
  • Durante una pandemia influenzale, i farmaci antivirali non sono utili per una chemioprofilassi generalizzata e continuativa. I motivi sono diversi: intanto non e’ noto se la loro assunzione prolungata potrebbe dare origine a fenomeni di tossicita’; inoltre, sono utili solo se assunti immediatamente prima di un’esposizione o nel giro di 48 ore dall’esposizione.
  • Nelle simulazioni di cosa può succedere in caso di pandemia influenzale, è stato messo in evidenza che l’uso di massa dei farmaci antivirali, non è in grado di ridurre in maniera importante il numero dei casi di influenza.

Gli antivirali, correttamente usati, possono essere considerati come un valido supporto alla vaccinazione per la gestione di tale patologia.
Nelle situazioni di rischio reale gli antivirali potrebbero giocare un ruolo significativo nella riduzione di mortalità e morbilità, specialmente durante le prime fasi, quando non è ancora disponibile un vaccino efficace.
Il loro utilizzo dovrebbe essere preso in considerazione per tutti coloro che sono a maggior rischio di infezione, la valutazione dei quali dovrebbe essere supportata dai dati epidemiologici locali.
La profilassi di massa dei bambini non è raccomandata.
Il razionale del loro utilizzo sarà definito dai Piani Pandemici dei vari Paesi, tenendo sempre in considerazione le indicazioni fornite dall’OMS.

Per ulteriori informazioni consultare i siti: